Buon ascolto da Controtango!
Buon ascolto da Controtango!
Un altro grande film da aggiungere alla vostra tangoteca, Un tropezón cualquiera da en la vida del 1949, interpretato dal divo dell'epoca, il grande Alberto Castillo (famosissimo cantor come sapete dell'Orquesta Tanturi), e dalla splendida Virginia Luque, anche lei eccezionale interprete del tango di quegli anni (e non solo).
Diretta dal solito abilissimo Manuel Romero, Un tropezón cualquiera da en la vida è un'altra pellicola da non perdere, da scaricare e guardare comodamente sul vostro pc.
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Buona visione da Controtango!
Ricordiamo che tutto il materiale a cui i link si riferiscono non è di proprietà degli amministratori di questo blog, i quali ne riportano solamente i link esterni, liberamente reperibili in rete. Scopo unico della rassegna è la diffusione del tango argentino a fini didattici e gnoseologici.
Buon ascolto da Controtango!
I testi di tango sono scritti in un gergo locale chiamato lunfardo ed esprimono spesso malinconia e tristezza, specialmente «en las cosas del amor». Anche se un tango può venir cantato con una maggiore o minor presenza del lunfardo, è il modo di porsi e la sonorità del lunfardo rioplatense ciò che lo caratterizza. Il lunfardo non è solo un gergo costituito da centinaia di parole proprie, ma anche e principalmente un modello linguistico, una forma di parlare in qualche modo esagerata (come ad esempio il mangiarsi le esse), per la quale sono soliti essere riconosciuti in tutto il mondo gli argentini della regione del Rio de la Plata e gli uruguaiani. Il tango, nello specifico, non è altro che uno stile musicale costruito in base alla parlata popolare. il lunfardo, la parlata della periferia, la voce dell'"arrabal".
Il lunfardo come nient'altro esprime quella fusione migratoria (che avrebbe avuto come linguaggio comune il tango) che diede origine alle società rioplatensi. Il lunfardo fu creato nel secolo XIX principalmente ad opera degli immigranti italiani dell'area del quartiere Palermo di Buenos Aires, ma trova al suo interno anche altre influenze. Parole siciliane, africane, italiane, andine, ebree, gitano-spagnole, arabe, polacche, portoghesi, inglesi, si mescolano nell'uso quotidiano senza reale consapevolezza della loro origine.
Il lunfardo è stato fin dalle sue origini, e continua a esserlo fino a oggi, un linguaggio occulto-metaforico costruito a partire da un notevole scambio tra la società carceraria, i giovani e il mondo dei lavoratori. In alcun modo il lunfardo, secondo José Gobello, è un "giochetto lessicale, bensì è un ghigno malizioso che la parlata fa alla lingua ufficiale".
Il lunfardo fu vietato in Argentina (alla stessa stregua del Carnevale) e messo in discussione da alcuni accademici della Real Academia Española. Durante la dittatura instaurata nel 1943 vennero censurati infatti i tanghi che contenevano lunfardo al loro interno. Per questo motivo molti furono riscritti. Durante la dittatura di Onganía (1966-1970), il lunfardo sparì virtualmente dal tango e dalla musica popolare. Nel 1969 Alejandro Dolina incluse il termine «bulín» nel suo tema Fantasmas de Belgrano e Horacio Ferrer iniziava la sua famosa Balada para un loco con una frase essenzialmente lunfarda: «Ya sé que estoy piantao, piantao, piantao...». Da allora, e a dispetto di qualche intenzione di "ripulire" la cultura popolare durante la dittatura stabilita nel 1976, il lunfardo registrò un notevole riscatto.
Nella prima decade del secolo XXI il lunfardo gode di una gran vitalità, essendo stato adottato e riformulato dalle nuove generazioni. In gran parte per questa ragione, il tango si è inserito tra i ritmi moderni (rock, hip hop, ska, etc.) per mezzo dei suoi testi e della parlata lunfarda. Alcuni linguisti, come l'italiano Matteo Bartoli, affermano che il termine lunfardo provenga dalla parola dialettale italiana lumbardo (ossia lombardo). Con il tempo il lunfardo assimilò il cocoliche (che si sente sempre meno dalla seconda metà del XX secolo, forse a causa della scomparsa degli immigranti del sud italia che lo parlavano). Molte delle parole del cocoliche oggigiorno fanno parte integrante del lunfardo.
Per farvi un'idea vi esponiamo, per finire, alcuni esempi di parole lunfarde provenienti specialmente dall'italiano e dal dialetto lombardo:
«Fiaca» - Fiacca, pigrizia
«Mufa» - Fastidio, cattiva sorte
«Gamba» - Qualcuno o qualcosa che aiuta o ha buone intenzioni, anche "cento pesos" (perchè aiutano...)
«Gambetear» - schivare, specialmente nel calcio.
«Minga» - niente (dal lombardo)
«Yeta» - Mala sorte (da "gettare")
«Yira» o «yiro» - Prostituta o donna di strada (da "girare, andare in giro")
«Atenti» - attenzione!
«Salute»
«Cuore», come nell'espressione «te quiero de cuore».
Inoltre, termini come afano, boludo, bardo, bondi, cana, chabón, che, chorro, escabiar, junar, mina, morfi, pibe, rajar, rea y yuta costituiscono il cuore della parlata rioplatense attuale.
(traduzione dallo spagnolo a cura di Controtango)
Buon ascolto da Controtango!
Sì, assolutamente meravigliosi Gaston e Moira in questa stupenda interpretazione di Sangre de mi sangre dell'Orchestra Rodolfo Biagi, cantata da Hugo Duval. Non c'è altro da dire...proprio nient'altro se non ammirarli in questo video!
Premiazione dei finalisti e dei nuovi campioni del mondo di tango argentino 2010 Sebastián Ariel Jiménez y María Inés Bogado
Eccoli, i nuovi campioni del mondo di Tango Argentino categoria Salón: Sebastián Ariel Jiménez y María Inés Bogado, di Buenos Aires, entrambi diciottenni, vincitori dell'edizione 2010 del "Mundial".
Ed ecco il video della loro incoronazione e del tanto atteso tango finale...!









